Si sa, quando si scende nel senese le narici, gli occhi e la mente si inebriano di quel profumo di storia del quale, volente o nolente, ti ricorderai sempre. E' cosi che risalendo da Pienza, tra una schiumeggiante bionda media e l'altra, nel pomeriggio arrivo a Strove, anzi più precisamente alla Locanda di Strove. Il nome del locale mi riporta alla mente il cammino della Via Francigena dove mercanti, armigeri, cavalieri e soprattutto pellegrini sudavano con i loro calzari polverosi ognuno alla ricerca del proprio fine. Imbraccio la mia conchiglia mimetizzata da Nikon D750 ed entro nella locanda in cerca di stufato di montone, pane bianco e sidro, cosi come avrebbe fatto un vero pellegino. La proprietaria, cosi quanto me, si immedesima nella parte della locandiera e con fare stizzito e controvoglia mi fa capire che devo però accontentarmi di focaccia ripena con pecorino stagionato e finocchiona accompagnati dall'ennesima bionda ghiacciata. Mi siedo, una ragazzina tutta treccine e smartphone, sta pulendo controvoglia i tavolini. Poco più in la tre ragazze con zaino e bastoni si godono gli ultimi istanti di riposo prima di ripartire. Annuso la loro fatica e sfacciatamente chiedo quale cammino stanno facendo. La Francigena. Sono Michela, Monica e Samanta. Di loro, a parte che sono stanche dopo sei ore ininterrotte di cammino non so altro, ne dove abitano ne che lavoro fanno ne quali sogni fanno quando ripercorrono le orme di altri come loro da centinaia di anni a questa parte. Buon cammino ragazze è stato un piacere... ah dimenticavo nei bar la birra alla spina dovrebbe essere obbligatoria come lo scontrino!